Plettro per chitarra: come scegliere spessore, forma e materiale giusto
Il **plettro per chitarra** sembra un dettaglio minuscolo, ma in realtà incide tantissimo su: * attacco e dinamica del suono; * comodità di mano destra; * prec...
Il plettro per chitarra sembra un dettaglio minuscolo, ma in realtà incide tantissimo su:
- attacco e dinamica del suono;
- comodità di mano destra;
- precisione su ritmiche e assoli;
- sensazione generale di controllo sullo strumento.
Cambiare plettro può trasformare una chitarra che ti sembra "dura" o poco definita in qualcosa di molto più suonabile. In questa guida vediamo come orientarti tra spessori, forme e materiali, con esempi pratici per elettrica, acustica e basso.
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1. Perché il plettro conta davvero
Il plettro è il primo punto di contatto tra te e la corda. Cambiando plettro, anche a parità di chitarra, ampli e settaggi, possono cambiare:
- attacco (più morbido o più definito);
- quantità di alte o di "scurità" nel suono;
- facilità nel suonare veloce;
- controllo sulle dinamiche (pianissimo/forte).
Per questo vale la pena considerare il plettro come un micro-upgrade di suono: costa poco, ma può darti subito un feeling migliore.
2. Spessore del plettro (gauge): cosa cambia davvero
Lo spessore si misura in millimetri. Cambia sia la flessibilità sia la quantità di suono che tiri fuori da ogni pennata.
Una classificazione tipica:
| Tipo plettro | Spessore indicativo | Sensazione | Quando usarlo |
|---|---|---|---|
| Extra sottile | 0,38 – 0,45 mm | Molto flessibile | Strumming leggero su acustica |
| Sottile (Thin) | 0,46 – 0,60 mm | Flessibile | Accompagnamento pop/folk |
| Medio (Medium) | 0,61 – 0,84 mm | Equilibrato | Versatile, ritmica + qualche solo |
| Pesante (Heavy) | 0,85 – 1,20 mm | Rigido, grande controllo | Lead rock/metal, picking preciso |
| Extra-heavy | > 1,20 mm | Molto rigido | Jazz, shred, tecniche estreme |
2.1 Plettri sottili (thin)
- Si piegano facilmente sulla corda.
- Suono più morbido e "frusciante".
- Perfetti per strumming acustico con tanti accordi aperti.
Se fai cantautorato, pop, worship, accompagnamento voce e chitarra, uno 0,50–0,60 mm può essere un ottimo punto di partenza.
2.2 Plettri medi (medium)
- Buon compromesso tra flessibilità e controllo.
- Adatti a chi alterna ritmica e piccoli assoli.
- Spessore tipico: 0,70–0,80 mm.
Se suoni rock/pop e fai di tutto un po’ (accordi, riff, lick semplici), un plettro medio spesso è la scelta più "neutra" con cui partire.
2.3 Plettri pesanti ed extra-heavy
-
Molto rigidi → la punta non si piega, il tocco è preciso.
-
Suono più definito, con maggiore presenza di medie/alte.
-
Ideali per:
- palm muting e chugging su distorti;
- frasi veloci alternate picking;
- jazz/fusion con articulazione chiara.
Se fai metal, prog, shred o jazz, un plettro 1,0–1,5 mm è praticamente uno standard.
Suggerimento: se stai ancora cercando il tuo spessore, prendi un set assortito di plettri e prova a suonare lo stesso riff con 3–4 spessori diversi.
3. Forma del plettro: standard, jazz, a goccia e oltre
La forma influenza precisione, comfort e modo in cui la punta entra in contatto con la corda.
Le forme più comuni:
3.1 Forma standard (tipo 351)
È la forma "classica" della maggior parte dei plettri:
- grandezza media;
- una punta più stretta e due angoli più arrotondati;
- comoda sia per ritmica che per lead.
È una scelta sicura per quasi tutto: se non sai da dove iniziare, parti da qui.
3.2 Plettro jazz (Jazz III & simili)
- Corpo più piccolo;
- punta molto affilata;
- pensato per massima precisione.
Ottimo se fai:
- jazz, fusion, prog;
- linee veloci con alternate picking;
- passaggi tecnici stretti tra le corde.
All’inizio può sembrare "minuscolo", ma dà un controllo enorme una volta che ti abitui.
3.3 Forma a goccia / teardrop
- Più lunga e stretta della standard;
- punta spesso meno accentuata.
Piace a chi vuole un attacco meno aggressivo ma mantiene una buona precisione.
3.4 Plettri triangolari e altre forme
- Tre punte identiche → quando si consuma una punta, ruoti il plettro;
- utilizzati da chi suona sia chitarra che basso;
- forme particolari (sharkfin, con dentini ecc.) offrono effetti di strumming diversi.
3.5 Thumbpick (plettro da pollice)
- Si infila sul pollice della mano destra;
- usato molto nel fingerstyle, country, pedal steel.
Ti permette di avere il basso con plettro e le altre dita libere per arpeggi.
4. Materiale: celluloide, nylon, delrin, legno, metallo…
Il materiale influenza grip, flessibilità, timbro e durata del plettro.
4.1 Celluloide
- Uno dei materiali storici;
- suono caldo, attacco relativamente morbido;
- superficie liscia, può diventare scivolosa con il sudore.
Molto usato per plettri classici "vintage-oriented", soprattutto su acustiche.
4.2 Nylon
- Flessibile, spesso con grip testurizzato sulla parte che impugni;
- attacco morbido, suono leggermente più scuro;
- ottimo per chi ha sudorazione delle mani o vuole un feel più "morbido".
Ideale per strumming, pop, worship, ma anche per chi vuole un po’ più di controllo in lead mantenendo comfort.
4.3 Delrin, Tortex, Ultex e simili
Qui entriamo nei materiali moderni più resistenti.
- Attacco definito, risposta molto prevedibile;
- grande durata nel tempo;
- spesso disponibili in molti spessori/forme.
Perfetti per rock, metal, prog: se vuoi consistenza e controllo, è una scelta sicura.
4.4 Legno, osso, metallo
Meno comuni ma interessanti se cerchi qualcosa di molto caratterizzato:
- Legno → suono più caldo e organico, ottimo su acustiche in contesti unplugged.
- Osso → attacco molto deciso, timbro brillante.
- Metallo → attacco estremamente definito, sustain e brillantezza accentuati, ma possono essere più "duri" sulla mano e sulle corde.
Sono plettri più "di nicchia", ideali se hai già chiaro un obiettivo sonoro specifico.
5. Grip, superficie e bordo: i dettagli che fanno la differenza
Oltre a forma e materiale, contano anche:
5.1 Superficie
- liscia → si muove più velocemente sulle dita, ma può scivolare;
- testurizzata o con rilievi → più controllo, meno rischio che voli via.
Se ti sudano le mani o ti "scappa" spesso il plettro, cerca modelli con grip dedicato o piccole zigrinature.
5.2 Bordo e finitura
- bordo molto lucido e arrotondato → attacco più morbido, meno rumore di plettro sulle corde;
- bordo più vivo → maggiore definizione, suono più "cliccoso" sull’attacco.
Sono dettagli sottili, ma si sentono soprattutto in registrazione.
6. Che plettro scegliere in base a chitarra, stile e ruolo
6.1 Chitarra acustica: accompagnamento e canzoni
- Spessore consigliato: sottile/medio (0,50–0,80 mm).
- Forma: standard.
- Materiale: celluloide o nylon.
Così ottieni uno strumming fluido, senza attacco troppo aggressivo e con dinamica facile da gestire.
6.2 Chitarra elettrica rock/pop
- Spessore consigliato: medio/heavy (0,73–1,0 mm).
- Forma: standard o leggermente più appuntita.
- Materiale: Tortex/Delrin o nylon.
Buon equilibrio tra ritmica e lead, controllo sul palm muting senza diventare eccessivamente rigidi.
6.3 Metal, prog, high gain
- Spessore consigliato: 1,0–1,5 mm.
- Forma: jazz o standard con punta affilata.
- Materiale: Delrin, Ultex o simili.
Qui contano precisione, attacco e coerenza: un plettro rigido e piccolo ti aiuta su velocità e riff pesanti.
6.4 Jazz, fusion, fraseggio articolato
- Spessore consigliato: 1,0–1,4 mm.
- Forma: jazz.
- Materiale: nylon o materiali moderni a bassa frizione.
L’obiettivo è avere un attacco chiaro ma modulabile sulla dinamica.
6.5 Chitarra classica e ibrido
Sulla chitarra classica si suona quasi sempre con le dita, ma alcuni chitarristi usano plettri sottili per pop, bossa o accompagnamenti particolari.
In quel caso:
- spessore: sottile/medio;
- forma: standard;
- materiale: nylon o celluloide.
7. Mini routine per trovare il plettro giusto
Un modo semplice per capire cosa ti serve davvero:
-
Scegli un riff/strumming che conosci bene.
-
Prendi 3 plettri diversi, per esempio:
- thin 0,60 mm;
- medium 0,73 mm;
- heavy 1,0 mm.
-
Suona lo stesso pattern con ognuno, cercando di mantenere la stessa dinamica.
-
Ascolta e nota:
- dove ti senti più rilassato;
- dove sbagli meno;
- dove il suono ti piace di più nel tuo contesto (band, solo, registrazione).
Se puoi, registra il test con il telefono: riascoltarlo ti farà percepire differenze che mentre suoni ti sfuggono.
FAQ – Plettro per chitarra
Devo usare per forza lo stesso plettro per tutto?
No. Molti chitarristi hanno 2–3 plettri preferiti a seconda del contesto: uno per lo strumming acustico, uno per gli assoli, uno per situazioni più estreme. Non c’è niente di male ad avere un piccolo "arsenale".
È normale perdere spesso il plettro mentre suono?
Succede a tutti, soprattutto all’inizio. Puoi migliorare:
- lavorando sulla presa (non troppo forte, non troppo debole);
- provando plettri con grip testurizzato;
- tenendo sempre un paio di plettri di scorta sulla chitarra o sul leggio.
Uno spessore più grosso è sempre meglio per i professionisti?
Non necessariamente. Ci sono professionisti che usano plettri molto sottili e altri che vanno su spessori enormi. Conta il tuo tocco, il genere che fai e la risposta che cerchi dalla corda.
Il plettro rovina le corde?
Un plettro troppo rigido e con bordi molto aggressivi può consumare un po’ di più le corde, ma nella pratica le corde si ossidano e si sporcano prima di "morire" per colpa del plettro. Se senti rumorini metallici esagerati, prova una punta più arrotondata.
Quanti plettri dovrei avere?
Almeno un piccolo set assortito è sempre una buona idea. Ti permette di adattarti a situazioni diverse e di continuare a sperimentare, senza restare bloccato su un’unica soluzione.
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