Pedali

Noise gate moderni: pre vs post (e perché i gate “troppo tight” ti rovinano il feel)

Il noise gate è uno di quei pedali che non “si sentono”… finché non lo imposti male. Nel 2026 i setup sono diventati più complessi: pedalboard con più gain sta...

Il noise gate è uno di quei pedali che non “si sentono”… finché non lo imposti male.

Nel 2026 i setup sono diventati più complessi: pedalboard con più gain stage, ampli con loop, rig direct con IR, plugin, modeler con più gate interni. Il risultato è che un gate messo bene può rendere un rig silenzioso e professionale, mentre un gate troppo aggressivo può farti suonare come se stessi litigando con lo strumento: sustain tagliato, note che “muoiono”, palm mute innaturali.

In questa guida vediamo:

  • differenza pratica tra gate pre e post;
  • perché spesso la scelta migliore è un doppio gate (o un gate con sidechain);
  • come impostare threshold/release senza perdere dinamica;
  • 5 test rapidi per capire se stai “strozzando” il feel.

Link utili su Muviber per orientarti tra le opzioni:


1. Gate vs suppressor vs expander: facciamo chiarezza in 30 secondi

  • Noise gate: quando il segnale scende sotto una soglia, “chiude” (molto o totalmente). È drastico.
  • Noise suppressor (spesso marketing): di solito è un gate con controlli pensati per essere facili e musicali.
  • Downward expander: riduce il livello quando suoni piano, ma non “taglia” di colpo. Spesso è più naturale per blues/rock e per setup dove conta il tocco.

Se la tua priorità è silenzio totale nei pause metal, un gate vero è ok. Se la priorità è feel e dinamica, un expander o un gate “morbido” spesso vince.


2. Pre gate: cosa pulisce davvero e quando ha senso

Cos’è

Per pre gate intendo un gate messo prima della sorgente di gain principale:

  • prima del distorsore/overdrive high gain;
  • prima dell’ingresso ampli (se il gain principale è il preamp);
  • all’input del modeler/plugin.

Cosa fa bene

  • Taglia rumore prima che venga amplificato da gain e compressione.
  • Riduce fruscio da single coil, interferenze, noise di buffer/cavi.
  • Tiene il rig più “tight” sui palm mute, perché controlla il noise di fondo mentre stoppì.

Limiti tipici

  • Se alzi troppo la soglia, il gate inizia a reagire al tuo segnale: perde sustain, ammazza note tenute, rende il volume knob “nervoso”.
  • Non risolve il rumore generato dopo il gate (es. hiss del preamp, loop rumoroso, post-dist effetti).

Quando è la scelta giusta

  • Distorsioni/preamplificatori high gain.
  • Chitarre con single coil in ambienti elettricamente ostili.
  • Setup live dove vuoi stop secchi e silenzio tra i riff.

3. Post gate: dove va, cosa salva, e cosa può distruggere

Cos’è

Per post gate intendo un gate messo dopo la sorgente principale di gain:

  • nel FX loop dell’ampli (dopo il preamp);
  • dopo un preamp pedal / distortion “tipo preamp”;
  • nel blocco post del modeler/plugin.

Cosa fa bene

  • “Ripulisce” il hiss prodotto dal preamp o da catene di gain già compresse.
  • Può rendere utilizzabile un loop rumoroso.

Rischi (qui si gioca il feel)

  • Se lo metti dopo delay e reverb, il gate può tagliare code e ambience (suona finto).
  • Se lo imposti troppo tight, può tagliare anche micro-dinamiche e sustain in modo innaturale.

Regola pratica

Un post gate dovrebbe stare prima di delay/reverb/ambience, quasi sempre.

Eccezione: se vuoi effetto speciale (stutter, choppy ambient) allora sì, mettilo anche dopo.


4. Il setup moderno più stabile: doppio gate (pre + post)

Molti rig moderni (specialmente metal/high gain) funzionano meglio con due stadi:

  1. Pre gate: soglia bassa, serve a evitare che il rumore entri nel gain.
  2. Post gate: più delicato di quanto pensi, serve a “finire il lavoro” sul hiss finale.

In pratica:

  • pre gate = controllo della sorgente
  • post gate = rifinitura

Se hai un pedale che offre loop/sidechain (tipo “gating controllato dall’input ma applicato dopo”), è un’ottima scorciatoia: suoni naturali, rumore giù.


5. Esempi di cablaggio (senza filosofia)

5.1 Ampli high gain con loop (setup classico)

Catena consigliata

Chitarra → (Pre gate) → overdrive boost → ingresso ampli → FX Send → (Post gate) → modulation → delay → reverb → FX Return

Perché funziona: il pre gate evita che il noise venga compresso dal preamp; il post gate pulisce il hiss del preamp senza mangiare delay/reverb.

5.2 Pedalboard con distorsione high gain “da pedale”

Chitarra → (Pre gate) → boost/OD → distorsione → (Post gate opzionale) → mod → delay → reverb → ampli clean / FRFR

Se la distorsione è molto compressa e rumorosa, un post gate prima degli effetti time-based può aiutare.

5.3 Modeler / plugin / rig direct

Input gate (morbido) → blocchi drive/amp → post gate (leggero) → cab/IR → delay/reverb

Qui il rischio più comune è il “gate da preset”: sembra figo in solo, ma in band ti toglie sustain e micro-dinamica.


6. Perché i gate “troppo tight” ti rovinano il feel (e come accorgertene)

Un gate tight di solito nasce da:

  • threshold troppo alto;
  • release troppo corto;
  • gate che “vede” troppe basse (rumble, palm mute, risonanze) e chiude/apre a caso.

Sintomi reali

  • Note lunghe che “cadono nel vuoto” a metà sustain.
  • Palm mute che sembrano più secchi ma anche più “finti”, come se la chitarra fosse campionata.
  • Vibrato e bending che perdono “coda”.
  • Puliti con volume knob che diventano ingestibili: ti sembra di passare da “suona” a “muto” senza sfumature.

Soluzioni rapide (in ordine di impatto)

  1. Abbassa il threshold finché le note lunghe non vengono tagliate.
  2. Allunga il release: meglio un po’ di rumore in più che un feel morto.
  3. Se hai il controllo, usa hysteresis (o “range”/“depth”): non serve chiudere a -∞.
  4. Usa filtri/sidechain: spesso conviene far reagire il gate meno alle basse.
  5. Valuta un expander per contesti dove conta la dinamica.

7. Impostazioni di partenza che funzionano davvero

Non esistono numeri universali, ma esiste un metodo.

Metodo “noise floor + margine”

  1. Suona e poi fermati.
  2. Ascolta il rumore.
  3. Alza la soglia finché il rumore scende in modo evidente.
  4. Poi torna indietro appena quanto basta perché le note tenute non vengano troncate.

Range pratico (indicativo)

Contesto Attack Release Nota chiave
Riff metal tight veloce medio threshold più basso di quanto credi
Rock/alt con dinamica medio medio-lungo meglio expander o gate soft
Lead/sustain veloce lungo evita post gate aggressivo
Clean con single coil medio medio prima lavora su cavi/alimentazione

8. 5 test rapidi per non “strozzare” il setup

  1. Test sustain: nota singola tenuta + vibrato. Se muore a scalino, release troppo corto o threshold troppo alto.
  2. Test palm mute: alterna stoppati e corde aperte. Se il gate “pompa”, serve release più lungo o filtro sidechain.
  3. Test volume knob: abbassa il volume a metà. Se sparisci, gate troppo aggressivo per il tuo playing.
  4. Test delay tail: suona una nota con delay e poi stop. Se la coda viene troncata, il gate è dopo il delay o troppo alto.
  5. Test band mix: suona sopra una base. Se perdi “colla” e dinamica, stai gating più del necessario.

9. Prima del gate: le 6 cause di rumore che il gate non può “curare”

Un gate è un cerotto. Se la ferita è grossa, si sente lo stesso.

Checklist rapida:

  • alimentatore isolato e stabile (niente daisy chain su high gain);
  • cavi patch di qualità e connettori solidi;
  • posizione rispetto a alimentatori/trasformatori/luci;
  • gain staging: spesso “troppo gain” è semplicemente troppo gain;
  • loop dell’ampli: controlla livelli send/return;
  • pickup e schermature (single coil + neon = classico).

Se risolvi queste cose, puoi impostare un gate più morbido e il feel ringrazia.


FAQ

Meglio noise gate o noise suppressor?

Dipende dal linguaggio del brand. In pratica, scegli in base a: controlli (threshold/release), presenza di loop/sidechain e quanto ti serve una chiusura drastica.

Metto il gate prima o nel loop?

Se il rumore principale viene da pickup/pedali prima del gain: prima. Se il rumore principale viene dal preamp/loop: nel loop. Se vuoi pulizia totale: spesso entrambi.

Perché con il gate attivo suono “più piccolo”?

Di solito per threshold alto e release corto: il gate taglia sustain e micro-dinamica, quindi il suono perde “aria” e continuità.

Posso gate-are anche il basso?

Sì, ma attenzione alle basse: usa release più lungo e, se possibile, filtra il sidechain per evitare “pompaggi”.


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