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Venduto in:
Italy
I microfoni wireless professionali sono una liberazione: niente cavi tra i piedi, più libertà sul palco, possibilità di muoversi, salire tra il pubblico, cambiare posizione senza pensieri. Ma non sempre sono la scelta giusta, e soprattutto non tutti i sistemi wireless sono uguali.
In questa guida vediamo:
Se vuoi farti un’idea dei modelli disponibili, puoi partire da una ricerca di microfoni wireless su Muviber.
Un sistema microfonico wireless professionale è composto da:
Trasmettitore Può essere integrato nel microfono (gelato wireless) oppure in un bodypack da agganciare alla cintura, a cui colleghi una lavalier o un headset.
Ricevitore Sta vicino al mixer o alla regia audio. Riceve il segnale radio dal trasmettitore e lo trasforma in audio bilanciato (XLR/Jack) da mandare all’impianto.
Capsula microfonica È la parte che “sente” la voce. Nei sistemi pro puoi montare capsule diverse (dinamiche, a condensatore, cardioidi, supercardioidi).
Batterie o accumulatori Spesso AA ricaricabili, oppure sistemi con batterie proprietarie ricaricabili. La gestione della batteria è un punto critico in live.
Per confrontare diverse soluzioni puoi cercare radio microfoni professionali su Muviber.
Non tutti hanno bisogno di un sistema wireless. Ha senso soprattutto quando:
Situazioni tipiche dove il wireless è un’ottima idea:
Se il tuo mondo è più sala prove e locali piccoli, e ti muovi poco, un buon microfono cablato rimane spesso la scelta più semplice e sicura.
Uno dei punti più importanti in un sistema wireless è la fascia di frequenza su cui lavora.
Cose da considerare:
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Se stai valutando un sistema, verifica sempre nella scheda tecnica del prodotto quale banda usa prima di acquistare.
Un buon sistema wireless non serve a nulla se la capsula del microfono suona male.
Nei sistemi professionali trovi spesso:
Quello che cambia rispetto ai sistemi economici:
Quando confronti modelli su Muviber, non guardare solo “wireless sì/no”, ma anche la capsula montata: puoi partire da ricerche come microfono wireless per cantanti.
Riassumendo, cosa ottieni con un buon sistema wireless:
Se questi vantaggi non sono centrali per il tuo modo di suonare, probabilmente puoi restare serenamente su un buon microfono cablato.
Ecco la parte più importante della guida: cosa NON fare.
I sistemi ultra-economici possono andare bene per usi occasionali o parlato ad altoparlante, ma per:
rischiano di dare:
Meglio cercare sistemi pensati per l’uso live, anche nell’usato, filtrando ricerche come sistema microfono wireless professionale.
Un classico: concerto che parte, microfono che muore a metà brano.
Evita di:
Buone pratiche:
Le antenne contano tantissimo:
Nei sistemi pro hai spesso antenne esterne e accessori per posizionarle meglio. Nel dubbio, chiedi sempre consiglio al fonico.
Un sistema wireless va testato:
Partire a freddo, senza prova, è uno dei modi migliori per farsi del male da soli.
Se suoni spesso in contesti diversi (città, Paesi, teatri, TV), informati su:
I sistemi più seri hanno documentazione chiara su questo punto: leggila sempre.
Ci sono anche situazioni in cui il wireless non serve o complica solo le cose:
In questi casi:
Puoi comunque esplorare entrambe le soluzioni con ricerche come microfono per cantanti e confrontare versioni cablate e wireless.
Dipende dal sistema. I modelli economici possono avere più rumore e meno dinamica. I sistemi professionali, invece, possono raggiungere una qualità molto vicina (o indistinguibile) rispetto al cablato, soprattutto con capsule di alto livello.
Per eventi piccoli e non critici può andare. Ma per concerti, matrimoni o serate pagate, è più prudente usare sistemi affidabili: una perdita di segnale in quei contesti è molto più grave.
Dipende dal sistema e dalla banda di frequenza. Ogni microfono occupa un canale; i sistemi professionali dichiarano quanti canali compatibili puoi usare in parallelo. Oltre quel limite aumentano le interferenze.
I sistemi professionali hanno latenze molto basse, difficilmente percepibili. Alcuni sistemi economici, invece, possono introdurre lag fastidiosi, soprattutto se sommati alla latenza del digitale (mixer, effetti, in-ear monitor).
Dipende dall’uso:
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