L.R. Baggs
L.R. Baggs M1A Active Pickup per chitarra acustica SPEDITO GRATIS€235.00
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Il **plettro per chitarra** sembra un dettaglio minuscolo, ma in realtà incide tantissimo su: * attacco e dinamica del suono; * comodità di mano destra; * prec...
Il plettro per chitarra sembra un dettaglio minuscolo, ma in realtà incide tantissimo su:
Cambiare plettro può trasformare una chitarra che ti sembra "dura" o poco definita in qualcosa di molto più suonabile. In questa guida vediamo come orientarti tra spessori, forme e materiali, con esempi pratici per elettrica, acustica e basso.
Se vuoi provare subito diverse opzioni puoi dare un’occhiata alle ricerche su Muviber:
Il plettro è il primo punto di contatto tra te e la corda. Cambiando plettro, anche a parità di chitarra, ampli e settaggi, possono cambiare:
Per questo vale la pena considerare il plettro come un micro-upgrade di suono: costa poco, ma può darti subito un feeling migliore.
Lo spessore si misura in millimetri. Cambia sia la flessibilità sia la quantità di suono che tiri fuori da ogni pennata.
Una classificazione tipica:
| Tipo plettro | Spessore indicativo | Sensazione | Quando usarlo |
|---|---|---|---|
| Extra sottile | 0,38 – 0,45 mm | Molto flessibile | Strumming leggero su acustica |
| Sottile (Thin) | 0,46 – 0,60 mm | Flessibile | Accompagnamento pop/folk |
| Medio (Medium) | 0,61 – 0,84 mm | Equilibrato | Versatile, ritmica + qualche solo |
| Pesante (Heavy) | 0,85 – 1,20 mm | Rigido, grande controllo | Lead rock/metal, picking preciso |
| Extra-heavy | > 1,20 mm | Molto rigido | Jazz, shred, tecniche estreme |
Se fai cantautorato, pop, worship, accompagnamento voce e chitarra, uno 0,50–0,60 mm può essere un ottimo punto di partenza.
Se suoni rock/pop e fai di tutto un po’ (accordi, riff, lick semplici), un plettro medio spesso è la scelta più "neutra" con cui partire.
Molto rigidi → la punta non si piega, il tocco è preciso.
Suono più definito, con maggiore presenza di medie/alte.
Ideali per:
Se fai metal, prog, shred o jazz, un plettro 1,0–1,5 mm è praticamente uno standard.
Suggerimento: se stai ancora cercando il tuo spessore, prendi un set assortito di plettri e prova a suonare lo stesso riff con 3–4 spessori diversi.
La forma influenza precisione, comfort e modo in cui la punta entra in contatto con la corda.
Le forme più comuni:
È la forma "classica" della maggior parte dei plettri:
È una scelta sicura per quasi tutto: se non sai da dove iniziare, parti da qui.
Ottimo se fai:
All’inizio può sembrare "minuscolo", ma dà un controllo enorme una volta che ti abitui.
Piace a chi vuole un attacco meno aggressivo ma mantiene una buona precisione.
Ti permette di avere il basso con plettro e le altre dita libere per arpeggi.
Il materiale influenza grip, flessibilità, timbro e durata del plettro.
Molto usato per plettri classici "vintage-oriented", soprattutto su acustiche.
Ideale per strumming, pop, worship, ma anche per chi vuole un po’ più di controllo in lead mantenendo comfort.
Qui entriamo nei materiali moderni più resistenti.
Perfetti per rock, metal, prog: se vuoi consistenza e controllo, è una scelta sicura.
Meno comuni ma interessanti se cerchi qualcosa di molto caratterizzato:
Sono plettri più "di nicchia", ideali se hai già chiaro un obiettivo sonoro specifico.
Oltre a forma e materiale, contano anche:
Se ti sudano le mani o ti "scappa" spesso il plettro, cerca modelli con grip dedicato o piccole zigrinature.
Sono dettagli sottili, ma si sentono soprattutto in registrazione.
Così ottieni uno strumming fluido, senza attacco troppo aggressivo e con dinamica facile da gestire.
Buon equilibrio tra ritmica e lead, controllo sul palm muting senza diventare eccessivamente rigidi.
Qui contano precisione, attacco e coerenza: un plettro rigido e piccolo ti aiuta su velocità e riff pesanti.
L’obiettivo è avere un attacco chiaro ma modulabile sulla dinamica.
Sulla chitarra classica si suona quasi sempre con le dita, ma alcuni chitarristi usano plettri sottili per pop, bossa o accompagnamenti particolari.
In quel caso:
Un modo semplice per capire cosa ti serve davvero:
Scegli un riff/strumming che conosci bene.
Prendi 3 plettri diversi, per esempio:
Suona lo stesso pattern con ognuno, cercando di mantenere la stessa dinamica.
Ascolta e nota:
Se puoi, registra il test con il telefono: riascoltarlo ti farà percepire differenze che mentre suoni ti sfuggono.
No. Molti chitarristi hanno 2–3 plettri preferiti a seconda del contesto: uno per lo strumming acustico, uno per gli assoli, uno per situazioni più estreme. Non c’è niente di male ad avere un piccolo "arsenale".
Succede a tutti, soprattutto all’inizio. Puoi migliorare:
Non necessariamente. Ci sono professionisti che usano plettri molto sottili e altri che vanno su spessori enormi. Conta il tuo tocco, il genere che fai e la risposta che cerchi dalla corda.
Un plettro troppo rigido e con bordi molto aggressivi può consumare un po’ di più le corde, ma nella pratica le corde si ossidano e si sporcano prima di "morire" per colpa del plettro. Se senti rumorini metallici esagerati, prova una punta più arrotondata.
Almeno un piccolo set assortito è sempre una buona idea. Ti permette di adattarti a situazioni diverse e di continuare a sperimentare, senza restare bloccato su un’unica soluzione.
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