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Quante volte dopo un live ti sei detto: > "Se avessimo registrato questa serata, avevamo già mezzo live album fatto." > "Quel take in sala prove era magico, ma...
Quante volte dopo un live ti sei detto:
"Se avessimo registrato questa serata, avevamo già mezzo live album fatto." "Quel take in sala prove era magico, ma non l’abbiamo salvato…"
Costruire un portable recording rig vuol dire proprio questo: avere un piccolo "studio mobile" che puoi portare in sala prove, in venue, in uno spazio speciale per fare live session, senza montare mezza regia ogni volta.
In questa guida vediamo:
Per vedere cosa esiste davvero sul mercato (anche usato), puoi partire da:
Prima di comprare qualunque cosa, rispondi onestamente a queste domande:
Ogni obiettivo richiede una combinazione leggermente diversa di:
Per la maggior parte delle band, un rig che copre 8–12 ingressi è il sweet spot.
Hai due strade principali.
Pro:
Contro:
Per una band standard ti serve almeno una 8 in / 8 out (anche con ADAT per espandere), da cercare ad esempio tra le:
Pro:
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Contro:
Se la priorità è "premere REC e non pensarci più", un buon field recorder multitraccia è l’opzione più serena.
Dipende dalla formazione, ma una configurazione tipica può essere:
Totale: da 8 a 12 tracce reali.
Se siete una band minima (trio) e vi accontentate di una batteria più "minimal", potete lavorare anche in 6 canali ben pensati.
Se lo spazio (e il budget) è limitato:
Con questa base hai già:
Combinazione ideale:
Se devi scegliere una sola cosa: DI buona.
Usa microfoni dinamici vocali che conoscete bene, meglio se con buon isolamento.
Puoi trovare molte opzioni adatte cercando:
Un rig portatile non serve solo a registrare: può diventare anche la base per in‑ear e click.
Elementi chiave:
Molti recorder e interfacce permettono di creare cue mix diversi: click solo a chi serve, mix più musicali agli altri.
La parte meno glam ma più importante.
Prepara un kit dedicato:
Metti tutto in:
L’obiettivo è che il rig si possa:
A casa importerai le tracce in DAW, con tutti i vantaggi del multitraccia.
Tutto quello che non prepari a casa, lo paghi in minuti (e stress) sul palco.
Dipende da quanto editing e flessibilità vuoi già sul posto. Per molti contesti live un buon field recorder multitraccia basta e avanza; potrai editare con calma in studio.
Con 8 tracce ben usate si fanno già moltissime cose. 12 ti danno margine per room, cori extra e segnali stereo. Sotto le 6 tracce è tutto molto più di compromesso.
Ideale: combinare le due cose. DI per sorgenti line (basso, tastiere, modeler), microfoni su batteria e voce. Prendere solo il master dal mixer limita molto quello che puoi fare in post.
Imposta i gain in modo conservativo, lascia molto headroom e registra a 24‑bit. Meglio avere qualche dB in meno e alzare in mix, che distruggere un take per clipping.
Sì, ed è uno dei motivi per cui ha senso investire in uno studio mobile. Finché il rig è portatile, robusto e ben pensato, puoi usarlo in sala prove, in venue e in location per video.
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