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Come scegliere plugin e strumenti virtuali senza annegare tra le opzioni

Hai aperto la DAW “solo per provare un’idea” e ti ritrovi dopo un’ora ad avere: * 15 compressori diversi sulla stessa traccia; * 8 synth aperti senza una melod...

Hai aperto la DAW “solo per provare un’idea” e ti ritrovi dopo un’ora ad avere:

  • 15 compressori diversi sulla stessa traccia;
  • 8 synth aperti senza una melodia finita;
  • il browser pieno di plugin che non ricordi nemmeno di aver installato.

Benvenuto nel club.

Oggi il problema principale non è avere plugin, ma sceglierli e usarli senza affogare nelle opzioni. Se passi più tempo a confrontare VST che a registrare, hai bisogno di un metodo.

In questa guida vediamo come:

  • capire di quali plugin e virtual instruments hai davvero bisogno;
  • evitare di comprare doppioni solo perché sono in sconto;
  • costruire una catena di base per comporre, registrare e mixare;
  • organizzare librerie e plugin in modo che lavorino per te, non contro di te.

Per l’hardware che resta essenziale (interfacce, monitor, microfoni) puoi dare un’occhiata alle categorie Recording su Muviber:


1. Parti dal tuo flusso di lavoro, non dal marketplace

Prima di chiederti “quale plugin compro?”, chiediti:

Cosa faccio davvero il 70–80% del tempo quando apro la DAW?

Qualche esempio:

  • sei chitarrista che registra idee e fa piccoli mix;
  • scrivi beat e basi elettroniche;
  • produci rock/metal con batteria reale o virtuale;
  • fai colonne sonore / musica da film con molte librerie.

Ogni profilo ha bisogni molto diversi.

Pratica utile:

  1. Prendi carta e penna (o note sul telefono).
  2. Scrivi 3 cose che fai più spesso (es. “registrare voce e chitarra”, “programmare batterie elettroniche”, “mixare demo dei miei brani”).
  3. Per ognuna, segnati: quali strumenti virtuali ti servono? Quali effetti sono realmente indispensabili?

Questo diventerà la tua lista di base.


2. Less is more: costruisci una catena base per ogni attività

Invece di avere 40 plugin “per sicurezza”, crea poche catene di riferimento.

2.1 Catena base per il mix

Per la maggior parte dei mix bastano:

  • 1 buon EQ;
  • 1 compressore generico (channel/1176‑style, ecc.);
  • 1 compressore più lento / bus;
  • 1 riverbero versatile;
  • 1 delay;
  • 1 plugin di saturazione.

Decidi quali sono i tuoi go‑to per ciascuna di queste categorie e impegnati a usarli per un po’ prima di aggiungere altro.

2.2 Catena base per scrivere e arrangiare

Per comporre servono meno plugin, ma scelti bene:

  • 1 buon piano/keys virtuale;
  • 1–2 synth generici (subtractive/wavetable) che coprono il 90% dei suoni;
  • 1 strumento per batteria/beat (drum machine, sampler o rompler);
  • eventuali strumenti acustici chiave (archi, brass, ecc.) se lavori in quel mondo.

Se passi da un plugin all’altro ogni 30 secondi, il problema non è il synth: è la sindrome da menu infinito.


3. Categorie di plugin: cosa ti serve davvero (e cosa può aspettare)

3.1 Effetti di base

  • EQ – modellare il suono, togliere risonanze, aprire spazio.
  • Compressori – controllare dinamica, dare punch.
  • Riverberi e delay – spazio e profondità.
  • Saturazione / distorsione – carattere, armoniche, colla.

Con uno o due buoni plugin per categoria puoi fare già mix molto seri.

3.2 Plugin "utility" spesso sottovalutati

  • tuner (per strumenti reali);
  • analizzatore di spettro;
  • plugin di gain / trim;
  • metering per loudness, LUFS, fase, stereo.

Non sono sexy, ma ti aiutano a sentire e vedere meglio il tuo lavoro.

3.3 Virtual instruments: piano, synth, drums, librerie

Qui è facile perdersi.

Priorità realistiche per la maggior parte dei produttori:

  1. Un buon piano/keyboard.
  2. 1–2 synth versatili.
  3. Una soluzione drums/percussioni adatta al tuo genere.
  4. Solo dopo: librerie molto specifiche (orchestrali giganti, sound design estremi…).

4. Come valutare un plugin: criteri concreti

Prima di farti ipnotizzare da GUI e grafici 3D, guarda questi punti.

4.1 Suono e usabilità

  • Ti piace come suona davvero a confronto con gli stock plugin?
  • Riesci a ottenere risultati velocemente?
  • L’interfaccia ti invita a sperimentare o ti confonde?

4.2 Stabilità, CPU e compatibilità

  • regge sessioni lunghe senza crash;
  • non mangia il 50% della CPU con una sola istanza;
  • è compatibile con la tua DAW e il tuo sistema operativo.

4.3 Licensing, aggiornamenti, supporto

  • licenza chiara (per sempre, abbonamento, iLok, ecc.);
  • aggiornamenti regolari;
  • supporto decente in caso di problemi.

Se un plugin suona bene ma è un incubo da autorizzare o crasha spesso, non ti sta facendo davvero risparmiare tempo.


5. Strategia di acquisto: dagli stock plugin al “mio setup ideale”

5.1 Parti dagli stock plugin della tua DAW

Quasi tutte le DAW moderne hanno EQ, compressori, reverberi e delay più che utilizzabili.

Usali come riferimento per capire cosa ti manca davvero.

5.2 Identifica i veri “gap”

Esempi:

  • ti serve un riverbero migliore per mix ambient/pop;
  • vuoi un compressore caratteriale che la DAW non offre;
  • fai colonne sonore e hai bisogno di archi realistici.

Compra plugin per colmare un bisogno concreto, non perché sono in sconto.

5.3 Aspetta il momento giusto

Molti brand fanno sconti ricorrenti (Black Friday, Natale, anniversari). Non serve comprare tutto al day one:

  • crea una wishlist ragionata;
  • imposta un budget annuale per software audio.

6. Organizzare plugin e librerie per non affogare

Anche il miglior setup diventa ingestibile se non è organizzato.

6.1 Usa categorie e preferiti nella DAW

  • crea cartelle/categorie sensate (EQ, dynamics, reverb, delay, saturation, utility…);
  • usa la sezione favorites per i 2–3 plugin che usi sempre;
  • nascondi o sposta in una cartella separata i plugin che non usi mai.

6.2 Template e catene pronte

  • crea template di sessione con una selezione minima di plugin già sugli insert;
  • salva channel strip / preset di catena per voce, chitarra, bus, ecc.

Meno click, meno scelte inutili, più musica.


7. Errori da evitare (e che quasi tutti abbiamo fatto)

  1. Comprare plugin durante il mix perché “non suona ancora bene”. Spesso è un problema di arrangiamento, gain staging o ascolto.
  2. Accumulare 5–6 plugin identici (es. compressori bus) senza impararne davvero uno.
  3. Ignorare requisiti di sistema, spazio su disco, backup delle librerie.
  4. Usare software pirata: oltre ai problemi legali/etici, aumenta i rischi di crash, incompatibilità e perdita di progetti.

L’obiettivo non è avere “il miglior arsenale del mondo”, ma un setup che ti fa lavorare veloce e sereno.


FAQ – Plugin e virtual instruments

I plugin stock della DAW sono davvero sufficienti?

Per imparare e per molti progetti sì. Gli stock plugin sono spesso più trasparenti e leggeri. Plugin di terze parti diventano importanti quando hai richieste specifiche di suono, workflow o qualità.

È meglio comprare singoli plugin o bundle?

Dipende. I bundle hanno senso se userai davvero più di metà del pacchetto e se il prezzo in offerta è buono. Se ti serve un solo plugin molto specifico, meglio acquistarlo singolarmente.

Quanti synth mi servono davvero?

Meno di quanti pensi. Con 1–2 synth versatili copri il 90% delle situazioni. Il resto è esplorazione creativa, non necessità.

Ha senso comprare plugin “per il futuro”, per quando sarò più bravo?

Meglio comprare quando hai un problema reale da risolvere. Un plugin fermo sul disco non ti rende più bravo; esercizio e progetti finiti sì.

Come faccio a non passare ore a scorrere preset?

Limita il numero di strumenti, crea una cartella con pochi preset preferiti e imponiti un tempo massimo per cercare suoni (es. 10 minuti), poi registri.


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