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Test approfondito del Two Notes Torpedo Captor X+ dopo mesi di uso in studio. Analisi dei miglioramenti rispetto al modello base, punti di forza nella registrazione di ampli valvolari e limiti nell'uso dal vivo.
Il Two Notes Torpedo Captor X+ non è proprio una novità, ma negli ultimi mesi ne ho trovato uno usato a buon prezzo, indovinate dove, su muviber.com e dove se no. L'ho usato intensamente in studio e finalmente posso dirti se vale davvero i soldi in più rispetto al Captor base. Spoiler: dipende da cosa ci devi fare.
Se hai mai registrato un ampli valvolare a casa o in sala prove, sai che il volume è sempre un problema. Il Captor X+ promette di risolvere questo casino permettendoti di catturare il suono del tuo ampli a qualsiasi volume, con in più alcune chicche che il modello base non ha. Ma funziona davvero?
Dopo averlo testato con ampli diversi, quelli che ho a casa si intende, non ho così tanto materiale da un Fender Blues Junior a un Marshall JCM800, passando per una Steavens Poundcake MKIII e posso dirti che è uno strumento serio, ma con dei limiti che devi conoscere prima di comprarlo. Il prezzo si aggira sui 350-400€ nel mercato dell'usato italiano, contro i 250-280€ del Captor base.
La domanda vera è: questi 100€ in più ti cambiano la vita in studio? E soprattutto: riesci davvero a sostituire un cabinet microfoni? Onestamente è questa la domanda che avevo sempre in testa, e fino a quando non provo le cose non riesco a dare una risposta. Ho passato tre mesi a capirlo, registrando tutto dall'indie rock al metal, e ora ti racconto com'è andata davvero.
Una cosa che ho notato subito: se stai cercando una load box per il tuo setup, il mercato dell'usato offre diverse alternative interessanti, ma il Captor X+ ha delle caratteristiche specifiche che lo rendono unico nella sua fascia di prezzo. Non è perfetto, ma fa alcune cose molto bene.
Studio di registrazione casalingo: Qui il Captor X+ ha brillato di più. Con la Steavens Poundcake MKIII che a volume "decente" sveglia tutto il quartiere, poter registrare con l'ampli al limite del breakup naturale è stato un game changer come dicono quelli bravi. L'IR loader integrato mi ha permesso di sperimentare con cabinet virtuali diversi senza dover cambiare microfoni o posizionamento.
Sala prove con la band: Scenario più complicato. L'idea era usarlo per avere il mio suono in cuffia mentre il resto della band suonava, ma qui ho scoperto i primi limiti. La latenza, seppur minima, si sente quando suoni insieme agli altri. E il monitoring in tempo reale non è fluido come speravo. E per uno a cui non piace suonare con le cuffie, immaginate la fatica e il fastidio.
Live in club piccoli: Test più estremo. Come al solito l'ho usato un paio di volte per concerti in locali piccoli dove il volume è sempre critico. Qui devo essere onesto: funziona, ma il suono fuori non è mai identico a quello che senti tu in cuffia ovviamente. C'è sempre qualcosa che si perde, basti pensare al tipo di cuffia o alla cassa, due cose estremamente diverse, non vi pare.
Questa è la differenza più evidente rispetto al modello base. Il convertitore DA/AD è chiaramente superiore e si sente subito. Quando registri parti di chitarra pulite o al limite del breakup, la definizione è ottima. Non c'è quella leggera "patina digitale" che avevo notato nel Captor originale.
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Il range dinamico è ampio e l'attenuazione mantiene il carattere dell'ampli anche a volumi bassi. Con il mio Blues Junior, la differenza tra -12dB e -20dB è udibile ma non drastica - cosa che con altre load box più economiche non sempre accade.
Qui il Captor X+ fa un salto di qualità importante. Gli impulsi response caricabili (fino a 15 custom) suonano convincenti, soprattutto se li abbini a IR di qualità come quelli di OwnHammer o Celestion. La possibilità di blendare due IR contemporaneamente è comoda per creare suoni più complessi.
Il browser integrato rende tutto più veloce: carichi l'IR, testi, registri. Niente computer acceso, niente software aggiuntivo. Per sessioni di songwriting veloci è comodissimo.
Gli output multipli sono pensati bene: XLR bilanciato per l'interfaccia audio, jack per il riamp, output cuffia con volume indipendente. Il thru verso un cabinet reale funziona senza problemi di impedenza, utile se vuoi confrontare suono "vero" vs simulato.
L'app per smartphone funziona ed è intuitiva. Cambiare IR dal telefono durante una session è più comodo di quanto pensassi.
Sul mercato dell'usato siamo sui 350-400€, che per una load box + IR loader sono tanti. Un Captor base usato lo trovi a 200-250€, e con un plugin di cabinet simulation ottieni risultati molto simili. La differenza c'è, ma giustifica 150€ in più? Dipende dal tuo budget e da quanto registri.
Comparato a soluzioni più economiche come il Boss Waza Tube Amp Expander (se lo trovi usato sui 250€), la differenza qualitativa non è abissale.
Questa è la delusione più grande. La latenza è minima sulla carta (qualche millisecondo), ma quando suoni si sente. Non è un problema per registrare overdub, ma se vuoi suonare "dal vivo" attraverso il Captor X+ diventa fastidioso. Con riff veloci o parti tecniche la sensazione di sconnessione tra quello che suoni e quello che senti è evidente.
Alcuni IR loader software hanno latenze inferiori, il che rende il vantaggio dell'hardware meno marcato.
Gli IR inclusi sono utilizzabili ma niente di speciale, come spesso succede con i preset di fabbrica. Se vuoi sfruttare davvero il potenziale del Captor X+ devi comprare IR di terze parti, che significa altri 50-100€ per una libreria decente. I 15 slot per IR custom sembrano tanti ma si riempiono in fretta se sperimenti con cabinet e microfoni diversi.
La gestione della memoria è un po' macchinosa: per liberare spazio devi cancellare IR dal device, non c'è un modo veloce per fare backup/restore di configurazioni diverse.
Catena base per studio:
Checklist setup ottimale:
Software consigliato da abbinare:
Il Two Notes Torpedo Captor X+ fa bene il suo lavoro, ma non è magico. Se vieni dal Captor base, l'upgrade si sente soprattutto nella qualità audio e nella comodità d'uso. Se parti da zero, valuta bene se questi 350-400€ dell'usato non siano meglio investiti in un ampli migliore o in altra attrezzatura.
Per me è diventato uno strumento fisso in studio, ma l'ho comprato usato a 320€. A prezzo pieno nuovo (550€+) ci penserei due volte. Il mercato dell'usato per questo tipo di gear è attivo, quindi se non ti convince puoi sempre rivenderlo senza perdite eccessive.
Se stai valutando il Captor X+ e vuoi confrontare prezzi o vedere altre opzioni simili, dai un'occhiata alle load box disponibili su Muviber - spesso trovi occasioni interessanti da privati e negozi.
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